| Quest'anno, con l'arrivo della primavera, nelle acque antistanti la costa di Lampedusa sono state avvistate una trentina di balene che si sono spinte fino a circa cento metri dalla costa. Cercano acque con temperature mediterranee, approfittano del caldo improvviso e anticipato, per bagnarsi nel mare dell'isola siciliana. Durante le migrazioni, ogni primavera, Lampedusa è abituata da tre anni a vedere gruppi di cetacei. Ma non così tanti.
Da Punta Sottile a Capo Grecale, le balene compiono acrobatiche evoluzioni simili ad una danza al fine di ammassare e condensare i piccoli crostacei, i minuscoli pesci e il plancton, portandoli in superficie, per poi inghiottire il ricco pasto.
Gli animali sono sotto l'osservazione attenta dei ricercatori dell'Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) che sono riusciti ad applicare dei trasmettitori satellitari a cinque esemplari di balenottera comune (Balaenoptera physalus), localizzati al largo dell'isola, nel canale di Sicilia. L'equipe studia questa zona di alimentazione invernale delle balenottere comuni e questi speciali trasmettitori satellitari permetteranno di studiare abitudini e percorsi delle balenottere, dati, finora, quasi sconosciuti. Ogni anno, nei mesi che vanno da gennaio a marzo, avviene, nei pressi di Lampedusa, questo passaggio di cetacei che si spostano nel Mediterraneo.
Lo studio con i satellitari permetterà di definire attività di conservazione e gestione necessarie per la salvaguardia dei grandi cetacei. Le balene in tutto il mondo sono, infatti, minacciate ancora oggi dalla collisione accidentale con le navi, dall'impatto con alcuni sistemi di pesca, come le reti derivanti (il cosiddetto bycatch ovvero la cattura incidentale pescando altre specie), dall'accumulo nei tessuti di sostanze tossiche e dal non completo controllo della moratoria alla caccia di questi meravigliosi giganti del mare. Isola dei Conigli L' avvio della gestione dell' Area Marina Protetta potrà significare una nuova occasione di sviluppo nel segno dell' esperienza della gestione della spiaggia dell'Isola dei Conigli e nel rispetto dell' habitat delle tartarughe che l'anno scorso hanno raggiunto la cifra record di 7 siti di nidificazione.
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